Brochure aziendale: i 7 errori da evitare

Per brochure aziendale si intende un opuscolo, costituito da un numero limitato di pagine rilegate a libro.

Il termine è francese e indica la tecnica di rilegatura (in italiano brossura), che può essere a filo refe, fresata o a punto metallico.

Lo scopo della brochure è di raccontare l’azienda, migliorandone l’immagine e il posizionamento della marca. Attraverso testi e fotografie significative, l’elaborato dovrà evidenziare l’evoluzione produttiva, l’innovazione tecnologica, le politiche di approccio al mercato di riferimento, nonché l’area di interesse.

Pertanto, potremmo considerare la brochure come uno strumento che consente all’azienda di presentarsi ai propri clienti (potenziali e già acquisiti) nel modo più completo ed esaustivo possibile.

Va da sé che, avendo una funzione così importante, una brochure deve essere studiata nei minimi dettagli ed elaborata con la dovuta professionalità.

In questo articolo vedremo come creare una brochure e quali sono gli errori da evitare assolutamente nella fase di progettazione ed esecuzione di brochure aziendali.

Errore n. 1: non seguire un brief

Il brief è un documento contenente tutte le informazioni riguardanti l’azienda e lo scopo per cui si deve realizzare la brochure (obiettivi e strategie di marketing).

Nelle grandi agenzie, il brief è redatto dall’account executive, il quale attraverso uno o più incontri con il responsabile dell’azienda cliente, raccoglie tutte le informazioni necessarie per poter pianificare il progetto.

In un lavoro importante, come lo è fare una brochure aziendale, nulla può essere lasciato al caso. Pertanto, solo partendo da un brief, chiaro e completo, siamo certi di poter procedere con lo sviluppo attraverso uno schema preciso ed inequivocabile.

Brochure: affidarsi a professionisti

Errore n. 2: non affidarsi a professionisti

Abbiamo visto che l’account executive si occupa della stesura del brief. Il quale, per avere la capacità di esporre in un documento sintetico tutte le informazioni necessarie al corretto sviluppo del progetto, deve possedere necessariamente un forte background in marketing e comunicazione, nonché in project management. Infatti, a questa figura professionale sono affidati anche i rapporti con l’azienda cliente, la gestione generale del lavoro in agenzia e il coordinamento del team di progetto.

Dal brief si passa al piano di comunicazione, ovvero un programma strategico che sintetizza tutte le azioni di comunicazione che devono essere impostate. Questo strumento viene pianificato dal planner, persona alquanto esperta in strategie di comunicazione e marketing.

Una volta determinato il piano di comunicazione si passa alla fase progettuale messa in atto dallo staff creativo (art director e copywriter), con la collaborazione delle altre figure professionali (grafici, fotografi, editor, ecc.).

Può capitare che all’interno di piccole agenzie una persona ricopra più ruoli. Non è raro infatti che l’account executive svolga anche il compito del planner, il copywriter quello dell’editor, l’art director quello del grafico o del fotografo, ecc.. Ciò che conta è che ogni professionista sia ben preparato nel suo settore di competenza.

Infatti, indipendentemente dalla dimensione dell’agenzia, che si occuperà dello sviluppo e della realizzazione della brochure aziendale, le conoscenze e la solidità delle competenze è fondamentale.

Errore n. 3: partire subito con una bozza digitale

Un volta individuata l’idea progettuale della brochure aziendale, si passa alla sua visualizzazione di massima. Ovvero, dobbiamo rappresentare graficamente ciò che intendiamo realizzare.

Per quanto possa sembrare più semplice e rapido realizzare un rough (bozza o schizzo) con uno dei tanti programmi di impaginazione grafica, risulta sempre più funzionale procedere allo sviluppo di un’idea attraverso disegni a mano libera.

Infatti, con questa tecnica appare molto più evidente ed ineccepibile l’iter creativo percorso e l’avanzamento del progetto: dall’idea al layout della brochure aziendale.

Partire da layout digitale

Errore n. 4: non usare un software professionale

Il mercato offre svariati programmi per creare brochure, alcuni anche disponibili su piattaforme online.

Tuttavia, se vogliamo un risultato altamente professionale dobbiamo affidarci a strumenti in grado di soddisfare le nostre esigenze.

Tra i software più specialistici attualmente disponibili in commercio vi è InDesign della Adobe. Un programma per creare brochure (e non solo) ricco di funzionalità di sicuro interesse.

Programma per brochure Adobe InDesign

Errore n. 5: non curare i contenuti

Una brochure di successo deve contenere il giusto equilibrio tra testo e immagini.

Quando si è stilato il piano di comunicazione è stato individuato alche il target di pubblico al quale la brochure sarà destinata, nonché il messaggio che si vuole trasmettere per il posizionamento della marca.

Con il programma di impaginazione abbiamo visto come si fa una brochure, ma non basta.

È necessario scegliere le giuste immagini e scrivere dei testi efficaci ed esaustivi per i destinatari.

Una volta scelte le immagini ed il testo, da inserire nella brochure, si passa alla composizione dei vari elementi.

Il risultato dev’essere un elaborato con un gradevole equilibrio grafico, che renda la brochure non solo completa ed esauriente nei contenuti, ma anche bella da vedere.

Errore n. 6: non affidarsi ad un servizio stampa professionale

Dopo tanto lavoro e risorse investite per realizzare con la dovuta cura una brochure professionale, non possiamo fidarci del primo stampatore che ci capita a tiro.

Pertanto è molto importante affidarsi a professionisti del settore dalla comprovata esperienza. Quindi, risulta quantomeno indispensabile, quando contattiamo una tipografia, verificare la tecnologia dei macchinari di cui dispone e il campionario dei tipi di carta che tratta.

Per toglierci ogni dubbio richiediamo alla tipografia il portfolio dei lavori già svolti. Meglio se possiamo visionare anche qualche stampa di esempi di brochure aziendali, per poter valutare anche la qualità della rilegatura.

Errore n. 7: non sfruttare i diversi media

La brochure in formato cartaceo ha il suo ruolo principale nelle sedi aziendali frequentate dai clienti (punti vendita, uffici aperti al pubblico, ecc.) e negli eventi tematici (fiere, openday, ecc.).

Tuttavia, non possiamo trascurare il fatto che ormai la maggior parte delle persone preferisce informarsi online. Quindi, risulta di fondamentale importanza pensare ad un modello di brochure fruibile anche in formato digitale.

L’errore che in molti commettono è di pubblicare sul web, la versione pdf della brochure elaborata per la stampa.

Mentre, c’è da tenere presente che sfruttando tutte le funzionalità tipiche di un prodotto multimediale, possiamo ulteriormente arricchire una brochure con approfondimenti tramite file audio e video, nonché rimandare l’utente a pagine specifiche del sito aziendale o (ad esempio) invitarli a seguire le pagine social con un link diretto, e così via.

Inoltre, un prodotto nativo multimediale può essere impostato con un design responsive, ovvero predisposto per la fruizione tramite diversi dispositivi (tv, computer, tablet, smartphone). Mentre, un file pdf costringe l’utente a eseguire una serie di zoom e riposizionamenti della schermata, sinceramente evitabili.

Il web è uno strumento ricco di risorse e opportunità, sarebbe pertanto un peccato non sfruttarle appieno per promuovere l’immagine di un’azienda.

Qualche esempio di brochure aziendale

Conclusioni

In questo articolo abbiamo riportato alcuni degli errori più comuni che si possono commettere nella progettazione di una brochure aziendale.

Come vedi un prodotto di qualità non può prescindere dalla professionalità di figure altamente specializzate e coordinate tra loro per raggiungere un obiettivo comune, poiché da loro dipende l’esecuzione del progetto e il risultato ottenuto.

Per maggiori informazioni e preventivi su brochure aziendali, contattaci.

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