Come creare un logo professionale

L’uomo sin dall’antichità ha sempre avuto il bisogno di differenziarsi (se stesso o il proprio lavoro) con un segno distintivo.

In passato erano molto diffusi i monogrammi, mentre con l’avanzare dell’industrializzazione (e quindi con diverse aziende che producono prodotti simili) si è reso necessario la creazione e l’uso del marchio di fabbrica.

Distinguersi dalla concorrenza e creare una propria brand image sono i primi passi che un’azienda deve compiere per trovare un personale posizionamento nel target di riferimento.

In questo articolo vedremo cos’è un logo e quali sono le sue varianti. Vedremo inoltre le sue caratteristiche fondamentali e a quali regole deve rispondere un progettista per creare un logo professionale.

Cos’è un logo

Il logo è l’elemento distintivo di un’azienda (ma anche di una persona o di un ente), che le permette di differenziarsi dalla concorrenza e di renderla riconoscibile al pubblico.

La funzione del logo è identificare, raccogliere ed esprimere un insieme di concetti e idee, oltre alla filosofia, lo stile di vita e la personalità di chi rappresenta.

Non è per nulla semplice progettare un logo efficace, tuttavia conoscere alcune regole basilari può essere una buona base di partenza.

Logo o marchio?

Esempi loghi Nike

Innanzitutto va fatta una precisazione. I due termini sono sinonimi. Ad ogni modo, non si deve fare confusione con il logotipo, che è una variante grafica del logo o marchio.

Vediamo di seguito quali sono le principali varianti di un marchio:

  • visivo: composto solo da elementi grafici.
  • di forma verbale: può essere composto da una sola parola (logotipo), magari con un lettering particolare.
  • verbo-visivo: composto da una parte verbale e una iconica.

Può capitare, in alcuni casi, di dover inserire anche un payoff associato al marchio.

Progettare un logo: le regole compositive

Il logo può riportare una forma naturale (WWF e il panda), una forma geometrica semplice (National Geographic) o come abbiamo detto partire da una parola (o più di una) e giocare sul lettering.

Esempi Loghi WWF, National Geographic e Google

Nella realizzazione dei bozzetti, per evitare il blocco del foglio bianco, è utile conoscere alcune regole basilari nella progettazione di un marchio.

Innanzitutto, per progettare un logo si devono conoscere le regole di composizione. L’occhio umano infatti trova più gradevoli, e quindi facilmente memorizzabili, le forme conosciute e le composizioni grafiche armoniche. Quindi, si deve prestare attenzione a:

  • L’equilibrio della forma.

  • Il rapporto tra figura e sfondo.

  • Il concetto di forma e controforma.

  • Le simmetrie.

  • Gli studi della Gestalt.

Inoltre, perché un marchio risulti efficace, deve:

  • Seguire le regole della configurazione: la mente umana trova più semplice memorizzare forme già note.

  • Essere originale e distinguersi dalla concorrenza.

  • Avere un valore simbolico: attraverso il meccanismo dell’associazione di idee evocare sensazioni ed emozioni positive nel target.

  • Essere facilmente ridimensionabile e versatile: per poter essere inserito in ogni tipo di messaggio pubblicitario e poter comparire su ogni media (stampa, web, tv, ecc.).

  • Mantenere inalterati i valori espressivi anche con colori diversi e nelle varianti in negativo.

  • Contenere una ricerca di stilizzazione: essenziale, senza fronzoli e parti inutili.

Esempio logo Microsoft

Come creare un logo efficace

Non è semplice misurare l’efficacia di un logo. Tuttavia, un logo per essere professionale ed efficace deve presentare le seguenti caratteristiche:

  • Originale e riconoscibile. Quindi non generico o banale, ma facilmente memorizzabile.

  • Distinguersi.

  • Rispondere al proprio target. Ovvero, adeguato al pubblico di riferimento e coerente con la filosofia che si vuole trasmettere.

  • Utilizzabile in qualsiasi forma (e colore). Si consideri che potrà essere inserito in un biglietto da visita, come in un cartellone pubblicitario, un sito web o in uno spot pubblicitario.

Ed inoltre, deve essere realizzato nel rispetto delle visioni religiose, politicamente corretto e non deve essere sgradevole. In un mondo globalizzato è possibile che un’azienda abbia a che fare, in qualche modo, anche con mercati esteri. Per questo motivo il logo dovrà adattarsi a qualsiasi mercato e contenere tutte le regole sin qui espresse, ma in un’ottica multiculturale.

Le fasi di progettazione di un logo

Per procedere alla progettazione di un logo si parte da un brief, il quale deve riportare tutte le informazioni necessarie per poter individuare i concetti chiave su cui si baserà lo sviluppo dell’idea creativa.

Progettare logo professionale

La fase creativa

Partendo dal brief si crea una mappa mentale, dove saranno riportate le parole chiave e quelle secondarie, ed individuati i legami tra loro.

Attraverso la mappa mentale si creano delle associazioni di immagini (che verranno ricercate in archivi o sul web).

Si passa poi alla creazione del moodboard che rappresenti attraverso un insieme di immagini, i colori e le idee individuate.

La fase di visualizzazione: i rough

Si passa quindi alla realizzazione delle bozze (rough) del logo.

Per semplificare la fase creativa talvolta può essere utile aiutarsi con una griglia modulare. Partendo da delle forme semplici si può arrivare a realizzare loghi stilizzati, armoniosi e originali.

Realizzare un logo: il software

Per mettere in pratica l’idea creativa, e quindi predisporre i primi bozzetti, sarebbe meglio procedere con il disegno a mano. Mentre, in una fase successiva dobbiamo passare alla vettorializzazione digitale.

Si procede quindi all’elaborazione del logo attraverso un’applicazione che permetta una costruzione vettoriale di un elemento grafico.

Esistono diversi programmi per creare loghi, che ti permettono di disegnare per vettori, tra i quali vi sono Adobe Illustrator, Corel draw, software CAD, ecc. Vi sono anche alcuni servizi che consentono di creare un logo online.

Per la sua natura (un marchio dev’essere scalabile ed adattabile) è quantomeno inutile creare un logo con Photoshop. Tuttavia, per quanto riguarda la realizzazione dei bozzetti, si può anche partire da un software raster, ma in seguito si dovrà necessariamente passare ad un programma vettoriale. Anche perché il lavoro finito andrà consegnato sotto forma di file vettoriali.

Applicazione, colori e font

Logo scelta colori e fonts

Ricordiamoci che stiamo costruendo l’elemento portante della brand image, pertanto è fondamentale individuare dei colori che saranno poi presenti in molti prodotti che rappresenteranno l’azienda (coordinato aziendale, messaggi pubblicitari, ecc.).

Quindi molta attenzione alla scelta dei colori e occhio sempre al brief.

Anche nell’individuare i font dovremo trovare quelli più coerenti con l’immagine aziendale che si vuole rappresentare attraverso il logo.

In linea generale, ricordiamo che i font si possono suddividere nelle seguenti macro categorie:

  • Senza grazie, lineari o bastone. Moderno, tecnologico.
  • Con le grazie, romano, times, bodoni, garamond. Classico, tradizionale, affidabile.
  • Obliquo o Italic. Dinamico, moderno, idea di velocità.

Esistono un’infinità di famiglie di caratteri, quindi non sarà difficile trovare quello giusto; eventualmente si può anche partire da un carattere esistente e adattarlo alle nostre esigenze.

Conclusioni

Abbiamo visto alcuni consigli su come creare un logo aziendale.

Come dicevo, il logo gioca un ruolo fondamentale nella presentazione di un’azienda e nel suo posizionamento nella mente del pubblico.

Si tratta di un elemento grafico che poi sarà presente in ogni elaborato: dal semplice biglietto da visita all’intero coordinato aziendale fino ai messaggi pubblicitari.

Pertanto, riuscire a comunicare ciò che l’azienda è, e vuole trasmettere al suo pubblico, risulta un’operazione laboriosa, ma non impossibile.

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