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Redirect 301: cos’è e quando usarlo per non perdere posizionamento

Illustrazione di una vecchia pagina web collegata da una freccia a una nuova pagina web, con un cartello stradale che indica la direzione del redirect
In questo articolo
  1. Cos’è un redirect 301
  2. Quando serve un redirect 301
  3. Perché è fondamentale per la SEO
  4. Redirect 301 e redirect 302: non sono la stessa cosa
  5. Come viene gestito in pratica
  6. Gli errori più comuni da evitare
  7. Da dove partire

Ogni volta che un sito cambia URL, viene restyling completamente o migra su un nuovo dominio, c’è il rischio concreto di perdere posizionamento e traffico organico costruito nel tempo. Il redirect 301 è lo strumento che evita questo rischio, ed è uno degli aspetti tecnici più spesso sottovalutati in un progetto di rifacimento sito.

Cos’è un redirect 301

Un redirect 301 è un reindirizzamento permanente: comunica ai motori di ricerca e ai browser che una pagina si è spostata definitivamente a un nuovo indirizzo, e che tutto il valore SEO accumulato dalla vecchia URL (posizionamento, link in ingresso, autorevolezza) deve essere trasferito alla nuova.

Chi visita la vecchia URL viene indirizzato automaticamente alla nuova pagina, senza incontrare un errore 404 e senza dover cercare di nuovo il contenuto che stava cercando.

Quando serve un redirect 301

I casi più comuni in cui un’azienda si trova a dover impostare dei redirect 301 sono:

  • Cambio di dominio, ad esempio quando si consolidano più siti in uno solo o si passa a un nuovo brand.
  • Restyling del sito, quando cambiano la struttura delle pagine o gli URL.
  • Modifica dello slug di una singola pagina, ad esempio per ottimizzarla per una parola chiave diversa.
  • Contenuti non più disponibili, che vanno reindirizzati verso una pagina equivalente invece di lasciare un errore 404.

Perché è fondamentale per la SEO

Senza redirect, ogni pagina che cambia indirizzo genera un errore 404: l’utente si trova davanti a una pagina vuota, e Google, alla lunga, rimuove quella URL dall’indice perdendo tutto il posizionamento costruito nel tempo.

Con un redirect 301 impostato correttamente, invece, il posizionamento (o gran parte di esso) si trasferisce alla nuova pagina. È la differenza tra ripartire da zero e mantenere la visibilità già conquistata.

Redirect 301 e redirect 302: non sono la stessa cosa

Il redirect 302 è temporaneo: si usa per spostamenti provvisori, ad esempio durante una manutenzione programmata. A differenza del 301, comunica ai motori di ricerca che la pagina originale tornerà disponibile, e quindi non trasferisce in modo definitivo il valore SEO. Usare un 302 al posto di un 301 per uno spostamento permanente è un errore comune che può danneggiare il posizionamento.

Come viene gestito in pratica

A seconda del sito, i redirect 301 possono essere impostati in diversi modi: tramite un plugin dedicato (su WordPress, ad esempio Redirection), a livello di server (file .htaccess), o segnalando gli errori 404 direttamente da Google Search Console per generare le regole di reindirizzamento. La scelta del metodo dipende dalla piattaforma e dal numero di redirect da gestire, ed è tipicamente un intervento che segue chi si occupa della parte tecnica del sito.

Gli errori più comuni da evitare

  • Redirect verso una pagina non pertinente: reindirizzare tutto genericamente verso la home page, invece che verso il contenuto più simile, disperde gran parte del valore SEO.
  • Catene di redirect: una pagina che reindirizza a un’altra pagina che a sua volta reindirizza altrove rallenta il caricamento e può confondere i motori di ricerca. Meglio sempre un redirect diretto dalla vecchia URL alla destinazione finale.
  • Decidere gli URL definitivi prima di scrivere le regole: cambiare ancora lo slug di una pagina dopo aver già impostato i redirect crea inevitabilmente delle catene.

Da dove partire

Gestire correttamente i redirect è uno dei passaggi tecnici che curiamo in ogni progetto di restyling, migrazione o consolidamento di più siti in uno, insieme al resto dell’ottimizzazione SEO. Se stai valutando di rifare il sito aziendale o di unificare più domini, il nostro servizio di ottimizzazione SEO e GEO parte sempre da un’analisi che include anche la mappatura dei redirect necessari.

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Scritto da

Davide de Mattia

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